Con il Decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 (Milleproroghe), è stata prorogata fino al 31 dicembre 2026 la sospensione del vincolo di esclusività per i professionisti sanitari dipendenti del Servizio sanitario nazionale.
La norma consente di continuare a svolgere attività libero-professionale al di fuori dell’orario di servizio, previa autorizzazione dell’azienda di appartenenza e nel rispetto delle condizioni di compatibilità con l’attività istituzionale.
Si tratta di una misura temporanea, confermata anche per il prossimo anno, adottata per far fronte alle difficoltà strutturali del sistema sanitario e alla carenza di personale, ma che mantiene un carattere transitorio.
Per i colleghi con rapporto di lavoro pubblico, il quadro resta sostanzialmente invariato:
- possibilità di richiedere l’autorizzazione per attività extra-istituzionale;
- valutazione aziendale sulla compatibilità;
- regime legato a proroghe annuali e non a una disciplina stabile.
Questa impostazione continua però a generare incertezza, rendendo complessa la programmazione professionale e limitando, di fatto, le opportunità di sviluppo e valorizzazione delle competenze. Sullo sfondo resta il tema dell’equilibrio tra pubblico e privato, che il Ministero intende preservare, ribadendo che la libera professione non è uno strumento di esternalizzazione ma una risposta temporanea alla domanda di cura.
L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Teramo, in continuità con le posizioni già espresse nei precedenti contributi istituzionali, ribadisce che la proroga non rappresenta una soluzione definitiva.
Il vincolo di esclusività appare oggi uno strumento superato, non più coerente con l’evoluzione della professione infermieristica, con il livello di responsabilità assunto dai professionisti e con i modelli assistenziali attuali.
Per questo l’OPI Teramo continua a sostenere la necessità di:
- superare in modo strutturale il vincolo di esclusività;
- riconoscere pienamente la libertà professionale dell’infermiere;
- definire un quadro normativo chiaro, stabile e uniforme a livello nazionale.
Una regolamentazione moderna dell’esercizio professionale non rappresenta una criticità per il sistema pubblico, ma può costituire un elemento di rafforzamento, contribuendo a contrastare la fuga dalla professione e a rendere più attrattivo il lavoro infermieristico.
La proroga al 2026 è un passaggio intermedio, utile ma non sufficiente.
L’obiettivo resta il superamento definitivo del vincolo di esclusività, per garantire agli infermieri maggiore autonomia, certezza normativa e reale valorizzazione professionale, nel rispetto del ruolo centrale che la professione riveste all’interno del Servizio sanitario nazionale.