Si è svolto oggi a Teramo, presso la sede centrale della ASL nell’Aula Fagnano, un importante incontro dedicato alla figura dell’Infermiere di Famiglia e Comunità (IF&C), professionista destinato a svolgere un ruolo sempre più centrale nel rafforzamento dell’assistenza sanitaria territoriale.
Il convegno ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, professionisti sanitari e mondo accademico per fare il punto sullo sviluppo di questo modello assistenziale previsto dalla riorganizzazione della sanità territoriale.
L’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Teramo ha espresso piena soddisfazione per l’avvio di questa nuova fase, nella quale il territorio rappresenta la vera sfida per il futuro dell’assistenza sanitaria.
A sottolinearlo è stato il presidente dell’OPI Teramo, Andrea Fini, intervenuto nel corso dell’incontro:
“La figura dell’infermiere di famiglia e comunità rappresenta un elemento cruciale per garantire prossimità, continuità assistenziale e presa in carico dei cittadini. Fondamentale è anche l’aspetto della preparazione e della specificità della formazione di questi professionisti, che devono possedere competenze avanzate per operare efficacemente nel contesto territoriale”.
Fini ha inoltre evidenziato il lavoro prezioso svolto da tutti gli operatori impegnati sul campo per rendere possibile l’avvio di questo percorso, esprimendo un plauso alla ASL di Teramo per aver saputo cogliere tra le prime in Abruzzo questa opportunità e per aver avviato il progetto in tempi rapidi.
Un passaggio fondamentale riguarda anche la formazione: è infatti già in corso il percorso formativo che coinvolge 50 professionisti, un passaggio determinante per rendere pienamente operativo il modello dell’infermiere di famiglia e comunità sul territorio.
Determinante, in questo processo, il lavoro della dirigente delle professioni sanitarie Maria Luisa Ianni, responsabile dell’area territoriale, che ha portato avanti un impegno significativo per rendere possibile l’avvio dell’intero iter formativo e organizzativo.
Elemento strategico del percorso è anche la collaborazione con il mondo accademico. All’incontro hanno preso parte rappresentanti dell’Università degli Studi dell’Aquila, con la presenza della professoressa Petrucci, del professor Dante e del professor De Martinis, a testimonianza dell’importanza dell’integrazione tra sistema sanitario e università.
La formazione dell’infermiere di famiglia e comunità, infatti, come previsto dalle normative nazionali e come richiesto dai quattro Ordini delle Professioni Infermieristiche abruzzesi, prevede un forte collegamento con il sistema universitario, passaggio propedeutico anche per l’accesso a percorsi formativi specialistici.
Tra gli interventi anche quello della dottoressa Martini dell’Agenas, la cui presenza ha rappresentato un ulteriore riferimento importante nel quadro dello sviluppo della sanità territoriale e dei modelli organizzativi previsti a livello nazionale.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il direttore generale della ASL di Teramo, Maurizio Di Giosia, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche e per l’impegno dei professionisti coinvolti nel progetto.
Il direttore generale ha inoltre sottolineato la piena consapevolezza del ruolo strategico dell’infermiere di famiglia e comunità, definendolo una figura cruciale per il territorio e per l’intero sistema sanitario, in grado di rafforzare la rete assistenziale e migliorare la risposta ai bisogni di salute della popolazione.
Particolare soddisfazione è stata infine espressa per il dialogo con la Regione Abruzzo, che ha accolto le richieste avanzate dai quattro Ordini delle Professioni Infermieristiche abruzzesi sullo sviluppo della formazione dell’infermiere di famiglia e comunità, in linea con le indicazioni della Federazione nazionale, del Decreto Ministeriale 77 e dell’Agenas per il potenziamento della sanità territoriale.
L’incontro di Teramo rappresenta dunque un passaggio significativo nel percorso di sviluppo dell’assistenza territoriale, con l’obiettivo di avvicinare sempre di più i servizi sanitari ai cittadini e valorizzare il ruolo strategico della professione infermieristica nelle comunità.
