
In occasione delle festività pasquali, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Teramo rivolge i più sentiti auguri a tutti gli infermieri iscritti, alle loro famiglie e a tutti i professionisti sanitari che quotidianamente operano al servizio della comunità.
La Pasqua rappresenta un momento di riflessione e rinnovamento, valori che si intrecciano con l’impegno, la responsabilità e la dedizione che contraddistinguono la professione infermieristica.
L’OPI Teramo desidera quindi esprimere un sincero augurio di serenità e speranza, con l’auspicio che questa ricorrenza possa essere occasione di rinnovata energia per proseguire, insieme, nel percorso di cura e assistenza verso i cittadini.
La professione infermieristica è fatta di competenze, responsabilità e spirito di servizio. Valori che talvolta portano i professionisti della salute a mettere a disposizione il proprio sapere anche in contesti lontani dal nostro territorio.
È il caso della collega Sabrina Armellini, infermiera di sala operatoria, che ha recentemente partecipato a una missione sanitaria in Nepal, contribuendo con il proprio impegno professionale alle attività assistenziali rivolte alle popolazioni locali.
In contesti caratterizzati da risorse limitate e da un accesso più difficile ai servizi sanitari, la presenza di professionisti sanitari rappresenta un supporto fondamentale per garantire cure, assistenza e sostegno alle comunità.
L’esperienza della collega Armellini rappresenta un esempio significativo di dedizione alla professione e attenzione verso i bisogni di salute delle persone, valori che contraddistinguono il lavoro quotidiano degli infermieri.
Come Ordine delle Professioni Infermieristiche di Teramo desideriamo esprimere apprezzamento per questo impegno, che contribuisce a valorizzare l’immagine della professione infermieristica e testimonia come competenza, solidarietà e responsabilità possano trovare espressione anche in contesti internazionali.
Nel nuovo report Scaling Artificial Intelligence in Health, l’Ocse fotografa un paradosso: l’AI è già presente nei sistemi sanitari dei Paesi membri, soprattutto nelle funzioni amministrative, ma la sua adozione su scala nazionale resta frenata da governance debole, dati frammentati, regole incomplete e carenza di competenze. L’intelligenza artificiale in sanità non è più una prospettiva futuribile. È già realtà. Ma il problema, oggi, non è tanto l’avvio delle sperimentazioni quanto la loro capacità di diventare politica pubblica, pratica clinica diffusa e leva organizzativa stabile. È questo il messaggio centrale del nuovo rapporto Ocse Scaling Artificial Intelligence in Health, che mette in fila opportunità, ritardi e priorità per i sistemi sanitari dei Paesi membri.
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